TEREDO NAVALIS | Enrico Coniglio

 

TEREDO NAVALIS | Enrico Coniglio
Gruen 188 | Audio CD + Digital [order]
Reviews

 

This work represents a further step into my on-going research on the Venetian Lagoon. I was interested to keep an ecological perspective while focussing on a precise aesthetic. In fact, I considered field-recording practice as a tool for critically investigating the territory. The album is based on sounds recorded via electromagnetic sensors, binaural microphones, hydrophones, contact and condenser microphones. It combines compositions where the sound of water, in itself, is almost left behind. All sounds where gathered during night time in the north side of the lagoon, between the islands of Murano, Burano, Sant’Erasmo and their surrounding sandbanks. Here it is possible to find, on the one hand, aquatic spawning grounds for crabbers, high-tide roosts for gulls and native terns; on the other, boats for the public transportation are moving along the main navigation channels. The result is not a sonic postcard, rather a research process documenting through sounds those marginal areas of the lagoon facing a fragile balance between natural environment and man-made actions.

 

Tracklist:

 

1 – Fraìma
MP3
2 – Zenzìva
3 – Teredo navalis (i)
MP3
4 – Teredo navalis (ii)
5 – Teredo navalis (iii)
MP3

 

05 Tracks (38′11″)
CD (300 copies)

 


 

Credits:
Mastering by M. Carvalhais
Photographs courtesy of D. Gagliano

 

Thanks to Roland Etzin and Lasse-Marc Riek
Thanks also to Nicola Di Croce for the encouragement and support

 

Soundscape Series by Gruenrekorder
GRUENREKORDER Germany / 2020 / LC 09488 / GEMA / EAN 193483379487

 


 

Press release by Leandro Pisano

 

Enrico Coniglio – Teredo Navalis
Over the past fifteen years, the sound research of Enrico Coniglio, composer, guitarist and field recordist, has focused on a possible ‚other‘ acoustic symbolism of a territory, such as that of the Venetian lagoon, through the reading of its margins and its topophonies. This environment has been reinterpreted as a system of interaction and relationship of different parts in constant change. Through his capillary and patient work of sound recombination, Coniglio has made the marginal areas the subject of research in the analysis of the connections between music and landscape, with the aim of examining the crisis of the concept of territory – the loss of nature and of the identity of places -, in reference to changes and transformations in the post-urban and post-industrial territory.

 

On the occasion of „Teredo Navalis“, his first release on Gruenrekorder, Coniglio offers a sound work that shifts the focus from the ecological analysis of the previous albums towards an aestheticizing approach, in which field recording continues to be a methodology and a tool for investigating marginal areas.

 

„Teredo Navalis“ (1) is entirely based on aquatic sounds – mostly untreated – but at the end of the compositional process the result is a layering of micro-sounds, such as rattles, hums, peals, drones and high-pitched hisses, where the sound of water in itself remains in the background. All the sounds were collected mostly in the evening, using hydrophones, contact mic and electromagnetic sensors in the northern area of the lagoon, between Murano, Sant’Erasmo and neighboring areas, such as „velme“ (2) and „barene“ (3) and channels for urban navigation to the islands.

 

Coniglio approaches and crosses all these territories within a sensitized, circumspect mode, allowing the listeners to sense the dimension of depth in a waterscape full of sound flows, only apparently immobile but saturated with deep rhythms and cadences. Crossing this environment through listening returns not only a sense of boundless vastness, but also the richness of the transitions that tell of its transformations, of slips and conflicts in the whole area.

 

(1) The title „Teredo Navalis“ refers to a species of saltwater clam, a marine bivalve mollusc in the family Teredinidae, the shipworms.
(2) “Velma” is a term of the Venetian dialect (derived from “melma”/“slime“) also used in the scientific field to indicate a portion of the shallow but normally submerged lagoon bottom, which however emerges in particular conditions of low tide.
(3) “Barene” are tabular soils typical of the lagoons, periodically submerged by the tides.

 

 

 


 

Reviews

 

Elena Ferrarese | IL GAZZETTINO di Venezia
Nel disco di Coniglio i suoni della natura
Un viaggio sonoro immaginifico per esplorare il mondo dei suoni delle aree liminali della laguna di Venezia. E la nuova proposta musicale del compositore veneziano Enrico Coniglio con il nuovo disco intitolato „Teredo Navalis“, uscito per la casa discografica tedesca Gruenrekorder.

 

Enrico presenta una serie di composizioni basate su microsuoni della fauna e flora lagunare di vel me e barene, tipiche strutture morfologiche di un ambiente naturalistico in cui la pressione antropica resta ai margini, ma rivela la sua silenziosa presenza. Tutti i suoni sono stati raccolti per lo più in orario notturno, molti sotto acqua, utilizzando idrofoni, microfoni a contatto e sensori elettromagnetici nell’area nord della laguna, tra Murano Sant’Erasmo e zone limitrofe. «Il progetto è nato dall’idea di portare a matura-zione un percorso, iniziato diversi anni fa, di esplorazione del territorio della laguna di Venezia, a cui appartengo» spiega l’artista. Classe 1975, laureato in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale, si dedica da molti anni ad investigare la perdita di identità dei luoghi e l’incertezza sull’evoluzione del territorio. Il suo approccio si è via via focalizzato sul rapporto tra musica e rappresentazione del reale, sviluppando il concetto di „area a margine“ quale personale strumento di analisi del paesaggio sonoro contempora neo. La sua musica è caratterizzata da una commistione di influenze stilistiche diverse, dall’ambient alla drone music, dalla musica cameristica alla classica contemporanea, con una predisposizione ad ibridare i generi. «“Teredo Navalis“ – racconta l’artista – è dedicato soprattutto alle sonorità invisibili. La ricerca scientifica si mescola col mondo dell’arte, la musica dialoga con i suoni naturali ricomponendo il paesaggio reale in un paesaggio immaginario, ma rispettando fedelmente le fonti. Non è un, disco facile, richiede uno sforzo di ascolto più musicale. Ma il mio desiderio è proprio quello di insegnare alle persone ad ascoltare più attentamente il mondo che ci circonda. Il lavoro di registrazione è stato fatto l’anno scorso. Ora mi piacerebbe capire com’è cambiato il suono naturale in questi mesi di pandemia, ma finora non ho voluto violare quel silenzio, ho preferito portarmelo nel cuore. Tra i miei prossimi progetti, però, c’è anche l’idea di spostare l’attenzione ad altre aree del Veneto: ho una grande passione per la montagna e sento che è arrivato il momento di esplorarla».

 

Joe Versalis | ZERO
I micro suoni della laguna e le sue lunghe notti
Teredo Navalis è l’ultimo lavoro di Enrico Coniglio, un viaggio concreto tra barene, velme e isole dove il tempo si è fermato, o quasi

 

Per una strana coincidenza il nuovo lavoro di Enrico Coniglio è uscito lo stesso giorno in cui una nube nera veniva eruttata da uno degli stabilimenti chimici di Porto Marghera, prima di collassare al suolo come monumento temporaneo di monito sulle persistenti pericolosità dell’area. È il 15 maggio. Nella stessa data il sound artist veneziano, con l’ultimo disco „Teredo Navalis”, pubblicato dalla casa discografica tedesca Gruenrekorder, ci porta idealmente agli antipodi, declinando una formula completamente diversa nel rapporto tra ambiente lagunare e l’umana téchne.

 

Laureato in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale (Iuav), classe ’75, Enrico Coniglio da molti anni è impegnato nel campo della „topofonia“, indaga il rapporto tra musica e rappresentazione del reale, con particolare attenzione alla perdita di identità dei luoghi e l’incertezza sull’evoluzione del territorio. Per questo ultimo lavoro ha perlustrato gli angoli nascosti della laguna con un set di idrofoni e microfoni a condensatore, a contatto e binaurali, per carpire l’essenza di un mondo sonoro evanescente, in cui l’anima acquatica si insinua tra le fessure, amalgamando lo spettro complessivo, senza mai invaderlo completamente. Ne risulta una dialettica costante tra gli elementi. In particolare è l’ingombrante e caotica presenza dell’essere umano il vero soggetto in filigrana che emerge nelle registrazioni, in cui i silenziosi specchi d’acqua del lockdown sono continuamente perturbati da inquinamento elettromagnetico, motori da trasporto ed altre brulicanti tracce antropomorfe. Enrico Coniglio ri-compone così in un distillato di frequenze i suoi numerosi field-recordings catturati, soprattutto di notte, tra barene selvagge e le isole di Sant’Erasmo, Burano e Murano, contrapponendo il costante suono dell’impronta umana al silenzio delle maree. Quella di “Teredo Navalis” (nome scientifico del mollusco che consuma costantemente le briccole piantate nel fango) è una laguna radioattiva e satura di suono, nella quale appaiono solo a tratti i segni naturali come i mondi acquatici o la fauna naturale e dove tutto è trasfigurato, da antica dimensione bucolica a lunga notte aliena.
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Frans de Waard | VITAL WEEKLY
Gruenrekorder latest batch of releases shows their interest in all things sound art and field recordings. The latter is present on the release by Enrico Coniglio. He has on-going research in the Venetian Lagoon, and recordings were made at the north side of the lagoon, „between the islands of Murano, Burano, Sant’Erasmo and their surrounding sandbanks. Here it is possible to find, on the one hand, aquatic spawning grounds for crabbers, high-tide roosts for gulls and native terns; on the other, boats for the public transportation are moving along the main navigation channels“, as he says. It is not a postcard of the place, according to Coniglio, where one sticks a microphone in the air and records some stuff; he uses electromagnetic sensors, binaural microphones, hydrophones, contact and condenser microphones to capture his sounds and uses them in the five pieces on this release. There are almost no water sounds, except in the last piece. I am not sure if there is any sort of processing going on here; I would think there is, but yet, I would not be surprised if there isn’t. I would think that the music is a collage of recordings, various sound events layered together. That is clear in the first piece, ‚Fraima‘, in which we hear motor sounds (boat in the lagoon), buzzing, insects and other animals. In ‚Zenziva‘ there is a very ambient approach with very subdued drone-like organ sounds and the fading in of insect recordings, whereas the title piece seems to be a collage of pure field recordings. Throughout these five pieces are very quiet in approach, very fragile it seems, even when Coniglio isn’t shy of using some very high-pitched sounds. It still makes up some very fine ambient music and throughout an excellent release.
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